Alla luce delle disposizioni della Santa Sede, degli Orientamenti della CEI, nonché delle indicazioni delle Autorità civili, il Vescovo di Vicenza mons. Beniamino Pizziol ha inviato oggi lunedì 30 marzo una lettera a tutti i preti e i fedeli della Diocesi contenente le indicazioni per vivere la Settimana Santa con impegno e generosità, nonostante le pesanti limitazioni a cui l’attuale situazione di emergenza sanitaria ci obbliga.

Dopo una premessa in cui il Vescovo richiama il valore della famiglia come “piccola chiesa domestica” e ricorda l’episodio evangelico della risurrezione di Lazzaro, la Lettera fornisce una serie di indicazioni concrete per preparare con cura e vivere con intensità i giorni della Settimana Santa (quest’anno dal 5 al 12 aprile).

Ecco il testo della lettera del Vescovo sul sito della diocesi.

 

 

Qui la lista con le celebrazioni della Settimana Santa in TV e Radio.

 

 

campeggio

Cari ragazzi e genitori,
dato il prolungarsi delle disposizioni relative all'emergenza coronavirus, la preiscrizione a tutti i turni del campeggio parrocchiale è rinviata a data da destinarsi.

Non appena sarà possibile riceverete comunicazione su modalità e nuova data di iscrizione.

Vi chiediamo la cortesia di passare parola a coloro che non fanno parte dei gruppi di catechismo o giovani ma che sono interessati al campeggio.
Grazie della collaborazione.

Don Ettore e gli Animatori

Carissimi,

il primo pensiero va ai nostri 31 bambini che aspettavano questa domenica per celebrare la prima confessione, il secondo va alla bellissima benedizione del Papa dell'altra sera...


Anche oggi il Signore ci viene incontro con la sua Parola che illumina la nostra vita, «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe» (prima lettura): è l' isolamento da coronavirus ...ma peggio ancora la tomba del peccato che uccide il nostro amore per Dio, per questo la seconda lettura dice: «quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio». Nel Vangelo Gesù dice: «questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». La nostra risposta sarà ancora quella della paura? Davvero crediamo che il Signore non sappia ciò che sta accadendo nel mondo? Non è meglio pregare piuttosto che scappare? Chiediamo per noi e ricordiamoci dei nostri fratelli che muoiono nel Mediterraneo o dei bambini che hanno fame nel terzo mondo. Il Signore non è lontano, è qui e ci vuole bene, ma chiede che la nostra fede renda lode a Dio. Coraggio, convertiamo il nostro cuore, apriamo le porte a tutti i fratelli del mondo e testimoniano la nostra fede nella risurrezione : «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà».

Buona Domenica,

don Ettore

Carissimi fratelli,

Gesù ci chiama alla guarigione della fede, per vedere la luce che è Cristo. «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano, e quelli che vedono, diventino ciechi». 

Noi ci preoccupiamo troppo del giudizio degli altri e poco del giudizio di Dio: il cieco del Vangelo è un emarginato, nessuno lo vede, Gesù sì («l' uomo vede l' apparenza, ma il Signore vede il cuore» - prima lettura), ha bisogno di tutto («il Signore è il mio pastore: non manco di nulla» - salmo) e non vede («un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce...cercate di capire ciò che è gradito al Signore» - seconda lettura). Gesù lo guarisce nel corpo e se ne va. Quell'uomo deve affrontare un' altra volta il rifiuto della società, adesso ci vede ma non è ancora accettato, perché la società rifiuta Colui che l'ha guarito. Solo dopo il secondo incontro con Gesù e la sua professione di fede («Credo, Signore») quel cieco vede davvero.

Cari fratelli, Cristo è la luce vera, se guardiamo ogni cosa alla sua luce sapremo dire GRAZIE (Eucaristia) sempre e per tutto al Padre e non saremo nelle tenebre della confusione o della paura perché Gesù lo ha promesso: «Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».

Buona Domenica, il Signore vi benedica.

Don Ettore

Una preghiera corale degli italiani per invocare la protezione di san Giuseppe, Custode del Signore e dell’umanità.

La indice la Conferenza episcopale italiana con un appello nel quale comunica che“in questo momento di emergenza sanitaria, la Chiesa italiana promuove un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora: alle 21 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia.

 

La proposta è stata fatta propria anche dal vescovo Beniamino nella sua recente lettera al clero della diocesi: "Invito tutti ad unirsi nello speciale appuntamento di preghiera alle ore 21 del 19 marzo (Solennità di San Giuseppe), promosso dalla CEI. In quell’occasione, alla preghiera fatta nelle case, associamo la voce delle campane delle nostre chiese".