Carissimi fratelli,

Gesù ci chiama alla guarigione della fede, per vedere la luce che è Cristo. «È per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano, e quelli che vedono, diventino ciechi». 

Noi ci preoccupiamo troppo del giudizio degli altri e poco del giudizio di Dio: il cieco del Vangelo è un emarginato, nessuno lo vede, Gesù sì («l' uomo vede l' apparenza, ma il Signore vede il cuore» - prima lettura), ha bisogno di tutto («il Signore è il mio pastore: non manco di nulla» - salmo) e non vede («un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce...cercate di capire ciò che è gradito al Signore» - seconda lettura). Gesù lo guarisce nel corpo e se ne va. Quell'uomo deve affrontare un' altra volta il rifiuto della società, adesso ci vede ma non è ancora accettato, perché la società rifiuta Colui che l'ha guarito. Solo dopo il secondo incontro con Gesù e la sua professione di fede («Credo, Signore») quel cieco vede davvero.

Cari fratelli, Cristo è la luce vera, se guardiamo ogni cosa alla sua luce sapremo dire GRAZIE (Eucaristia) sempre e per tutto al Padre e non saremo nelle tenebre della confusione o della paura perché Gesù lo ha promesso: «Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo».

Buona Domenica, il Signore vi benedica.

Don Ettore